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Comunità Territoriale della Val di Fiemme

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Notizie ed iniziative dalla Comunità - Newsletter n.10 - Giovedì, 19 Novembre 2015

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A cura di Monica Gabrielli

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Un nuovo ecografo per gli anestesisti di Cavalese

Un nuovo ecografo portatile sarà donato all’ospedale di Cavalese dalla Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, dal Comun General de Fascia, tramite i Comuni del territorio, dalle Casse Rurali di Fiemme e Fassa-Agordino e dal Consorzio Bim Adige. Lo strumento sarà messo a disposizione dell’unita operativa di Anestesia e Rianimazione. Si tratta di un ecografo portatile dotato di carrello per la movimentazione con due sonde ecografiche, che renderà l’attività degli anestesisti più veloce e precisa. I primi contatti con gli enti per l’acquisto dell’apparecchio sono stati presi ad inizio anno dalla dott.ssa Picconi dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale che ha coinvolto l’attuale presidente della Comunità Territoriale di Fiemme, Giovanni Zanon. Da Casse Rurali e Comunità, presieduta allora da Raffaele Zancanella, è arrivato un primo segnale di adesione informale alla proposta, alla quale ha successivamente dato l’appoggio anche il Bim, tramite il suo presidente di vallata Armando Benedetti, sempre attento e disponibile per queste iniziative. In un secondo momento è stata chiesta la collaborazione anche al Comun General de Fascia. È stato quindi avviato l’iter burocratico per giungere all’acquisto dell’ecografo: ad agosto la delibera del Comitato Esecutivo della Comunità di Fiemme, seguita dagli atti formali di assegnazione di contributo degli altri enti coinvolti. L’apparecchio, del cui acquisto si occuperà direttamente l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, ha un costo di 30.000 euro (inclusi i relativi software di utilizzo), così suddivisi: 9.000 euro Casse Rurali di Fiemme e Fassa-Agordino, 8.000 euro Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, 8.000 euro BIM Valli dell’Avisio, 5.000 euro Comun General de Fascia. “Crediamo che questa collaborazione tra più enti sia molto importante: è la dimostrazione che anche in un’epoca in cui dobbiamo fare i conti con il ridimensionamento delle disponibilità finanziarie, unendo le risorse si riesce a fare molto per la comunità. In questo caso abbiamo voluto sostenere insieme l’ospedale di Cavalese, che a sessant’anni dalla sua costruzione è ancora un punto di riferimento fondamentale per l’intero territorio di Fiemme e Fassa”, sottolinea il Comitato esecutivo della Comunità Territoriale.

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Tutti i Comuni aderiscono al Distretto Famiglia

Il Distretto Famiglia di Fiemme è ora al completo: nelle ultime settimane hanno aderito al progetto anche Daiano, Tesero, Panchà e Ziano, portando così a 11 su 11 i Comuni della valle che hanno deciso di impegnarsi per mettere le politiche familiari al centro dell’attenzione politica e amministrativa. Un progetto che ora è a tutti gli effetti un progetto di valle. Anche il ruolo di ente capofila è stato ufficialmente assunto dalla Comunità Territoriale. Fino ad ora la cabina di regia era in mano al Comune di Cavalese, che aveva lanciato per primo il Distretto nel 2010. Promotore l’allora vicesindaco Michele Malfer, che adesso, nel ruolo di assessore in Comunità di Valle, sta portando avanti un progetto nel quale continua a credere molto.
Sono 15 i Distretti Famiglia oggi in Trentino. Fiemme è stato il terzo a nascere e ora è il più ampio numericamente, con una ottantina di attori aderenti: coinvolge numerose realtà della valle, dall’Apt ad alcuni alberghi, dalle società sportive ai musei, fino alle cooperative sociali. Quattro i Comuni (Cavalese, Varena, Castello-Molina di Fiemme e Carano) che hanno ottenuto il marchio “Family in Trentino”, garanzia per chi lo espone di essere a tutti gli effetti un ente (o una realtà privata) amico della famiglia. Anche altri Comuni della Valle stanno lavorando per ottenere il marchio, che viene assegnato sulla base di un disciplinare che prevede alcuni requisiti obbligatori ed altri facoltativi. Per ottenerlo è necessario che l’ente orienti la propria attività secondo standard di qualità a misura di famiglia: servizi di conciliazione dei tempi, interventi di carattere ludico-ricreativo o didattico-educativo, politiche tariffarie agevolate, creazione di spazi aperti, educazione ambientale… 
“L’obiettivo – ha spiegato Michele Malfer- è quello di arrivare ad essere una valle amica della famiglia: riconoscimento che va a vantaggio non solo dei residenti, che possono beneficiare di politiche e iniziative pensate per il bene delle famiglie, ma che diventa importante anche dal punto di vista turistico. Fondamentale è fare rete, mettere insieme le buone pratiche già esistenti per migliorarle, diffonderle, copiarle. Le politiche familiari sono da considerarsi assolutamente prioritarie e strategiche, perché investire sulla famiglia significa investire su uno dei nuclei fondamentali della società. In questa ottica le politiche familiari diventano prima di tutto politiche di prevenzione sociale”.
Ora che ha assunto il ruolo di ente capofila, la Comunità di Valle ha messo a disposizione di tutti gli attori del Distretto Famiglia un ufficio al piano terra del palazzo dell’ente: una sede ufficiale per un progetto che sta crescendo e sta coinvolgendo sempre più realtà valligiane unite dal comune obiettivo di mettere la famiglia al centro dell’attenzione.

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Progetto LIFE T.E.N.

"E' iniziato il percorso partecipato del progetto "LIFE T.E.N. - Sviluppo e Tutela del Lagorai, finanziato dall'Unione Europea e coordinato dalla PAT. Per conoscere le date dei prossimi...

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