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Comunità Territoriale della Val di Fiemme
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Notizie ed iniziative dalla Comunità - Newsletter 6/2016 -
Venerdì, 05 Agosto 2016
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L'Archimede si trasferisce al Centro Servizi
Una nuova sede, più grande e soprattutto libera da barriere architettoniche, per il Centro Archimede. Dal 1° luglio la struttura diurna per bambini e ragazzi si è trasferita al Centro Servizi di Cavalese, dove, al primo piano, la Comunità Territoriale della Valle di Fiemme ha messo a disposizione gratuitamente due alloggi contigui e un salone, che sono stati uniti ed adattati alle esigenze di educatori e ragazzi. “Negli ultimi tempi i locali in affitto dalla Parrocchia, che hanno ospitato, per oltre dieci anni, l’Archimede, non erano più idonei alle mutate esigenze del servizio. Per questo abbiamo deciso di cercare una sede più adatta: la scelta del Centro Servizi nasce dalla constatazione che negli ultimi anni i bisogni sociali sono cambiati, tanto che per due anni e mezzo non ci sono state richieste di alloggi protetti. Inoltre, oltre ad essere una struttura sbarrierata e quindi facilmente accessibile anche a bambini con disabilità, è centrale al paese: vicinissima alle scuole, alla stazione degli autobus, ai servizi e anche al parco, per attività all’aperto e momenti di svago”, spiega Manuela Silvestri, responsabile del Servizio Sociale della Comunità di Valle.
Attualmente il Centro Servizi ospita, oltre agli alloggi protetti e i servizi diurni per anziani, anche Il Centrino (la struttura diurna di Archimede per i più piccoli), un appartamento per mamme e bambini in difficoltà, l’Anffas e, da inizio mese, l’Archimede: una struttura quindi che è diventata a tutti gli effetti polifunzionale, in risposta alle differenti esigenze di diverse fasce della popolazione. Proprio su questo aspetto pone l’accento Rosella Comai, responsabile di Archimede: “Altrove queste strutture si chiamano “casa delle generazioni” ed è proprio in quest’ottica che mi piace pensare questa nuova convivenza, in locali separati ma attigui, tra bambini e anziani, ma anche con gli ospiti del Centro Anffas. Un modo per conoscersi, per avvicinare i bambini agli anziani, ma anche gli anziani ai bambini, in uno scambio reciproco. Sarà nostro compito stimolare i rapporti tra i diversi utenti, nella convinzione che la diversità arricchisce”. Il Centro Archimede segue attualmente 28 bambini. È stato fondato nel luglio 1994, su iniziativa della cooperativa sociale Progetto 92 (che lo gestisce) e del Servizio Sociale locale. Negli ultimi dodici anni ha avuto la sede in locali affittati dalla Parrocchia (che si ringrazia), poi a inizio luglio il trasferimento nella nuova sede, che verrà ufficialmente inaugurata nel corso del mese di settembre.
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Chiesta la certificazione Family Audit
La Comunità Territoriale della Valle di Fiemme punta ad ottenere il marchio Family Audit: la richiesta è stata inoltrata nei giorni scorsi all’Agenzia provinciale per la Famiglia, la Natalità e le Politiche giovanili che entro l’autunno valuterà se l’ente ha effettivamente adottato politiche di gestione del personale orientate al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Un percorso non facile, che presuppone un cambiamento culturale ancor prima che organizzativo: negli ultimi mesi ci hanno lavorato in particolare la responsabile del Servizio attività socio-assistenziali Manuela Silvestri (referente del progetto), l’assessore Michele Malfer, il segretario generale Mario Andreetta e i responsabili dei cinque servizi dell'Ente, con l’appoggio della consulente assegnata dall’Agenzia, Jessica Toniolli. L’obiettivo è quello di adottare strumenti e iniziative volte a facilitare la difficile conciliazione famiglia-lavoro: maggiore flessibilità oraria per l’entrata in servizio e per la gestione della pausa pranzo; la possibilità di cedere giorni di ferie e di permesso a colleghi che ne abbiano bisogno; studio di orari personalizzati dopo lunghi periodi di assenza, con un’attenzione particolare alle mamme lavoratrici. Il Piano delle attività prevede poi l’avvio di percorsi per favorire la mobilità sostenibile e l’adozione di stili di vita sani, l’adeguamento della stanza riservata al progetto Scrigno con la creazione di uno “spazio allattamento” per dipendenti e cittadini, oltre a studi di fattibilità per permettere di risparmiare su servizi e convenzioni. Il tutto in un’ottica di vicinanza alle esigenze dei lavoratori che hanno una famiglia. La certificazione Family Audit premia quelle realtà che introducono al proprio interno soluzioni organizzative innovative e competitive relativa¬mente alla flessibilità del lavoro e alla cultura della conciliazione. Le organizzazioni certificate Family Audit in Italia fino ad ora sono 180, tra cui la Cassa Rurale di Fiemme e Fiemme Servizi: “Vogliamo essere d’esempio per altre realtà, pubbliche e private – sottolinea Malfer -. Siamo convinti che dare una risposta ai problemi dei dipendenti che cercano una conciliazione tra i tempi dedicati al lavoro e quelli per la famiglia porti benefici ai lavoratori stessi, ma anche alle aziende e agli enti che possono così contare su collaboratori più sereni e soddisfatti, oltre che all’intera comunità, alla quale mandiamo un messaggio di responsabilità sociale”. Altre esperienze dimostrano che il Family Audit innesca un percorso virtuoso di miglioramento continuo, che si autoalimenta grazie all’invito a sperimentare soluzione innovative e personalizzate, con la partecipazione diretta a questo processo dei lavoratori stessi”.
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Il tedesco si impara a Salorno
Un’occasione di crescita linguistica, culturale e relazionale: così vengono definite dalla coordinatrice Alessandra Mazzaglia le settimane linguistiche a Salorno che, nel mese di luglio, hanno coinvolto, suddivisi su due turni di due settimane ciascuno, 48 studenti delle scuole medie di Fiemme (prima e seconda classe). Un’iniziativa estiva proposta per il terzo anno consecutivo dalla Comunità Territoriale della Valle di Fiemme e dalla Comunità Comprensoriale Oltradige Bassa Atesina, che nel 2013 hanno firmato un protocollo d’intesa per mettere in campo progetti di avvicinamento e collaborazione tra le due realtà confinanti. “È stata innanzitutto un’opportunità didattica, grazie alle lezioni di tedesco tenute da due insegnanti madrelingua tutte le mattine; è stata poi un’opportunità culturale, perché ha permesso ai ragazzi di visitare luoghi vicini geograficamente ma spesso poco conosciuti; è stata, infine, anche un’opportunità relazionale, perché il divieto di utilizzo di tablet e cellulari ha permesso agli studenti di socializzare, di stare insieme, di recuperare spazi e modi di comunicazione che la tecnologia avrebbe precluso”, afferma Alessandra Mazzaglia, che ha seguito e coordinato i partecipanti durante gli spostamenti quotidiani verso Salorno, durante le lezioni di lingua e nelle attività all’aperto del pomeriggio (visite a musei e castelli, escursioni in montagna, gite al lago…). Ad aiutarla anche sei studentesse dell’istituto di istruzione La Rosa Bianca di Cavalese, coinvolte nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro (prevista dalla riforma della scuola). Mazzaglia ringrazia la Residenza Gelmini, dove gli studenti pranzavano: è stata anche l’occasione per visitare i laboratori per disabili della struttura, molto apprezzati dai ragazzi. Le attività si sono svolte con la collaborazione di Jugenddienst Unterland di Egna, centro specializzato per volontari che operano con bambini e ragazzi: “La mia intenzione è quella di creare occasioni di confronto tra gli operatori fiemmesi e quelli dell’Oltradige Bassa Atesina, terra molto sensibile e attiva in tema di politiche sociali e giovanili. Incontrarci, scambiare esperienze e magari mettere in atto altri progetti comuni sarà sicuramente un’opportunità da cogliere”, sottolinea il vicepresidente della Comunità Territoriale di Fiemme, Michele Malfer, che ha avuto modo di seguire le attività della settimane linguistiche recandosi in visita a Salorno, dove ha incontrato il presidente della Comunità Comprensoriale Oltradige Bassa Atesina, Edmund Lanziner, e la direttrice della Residenza Gelmini, Alessandra Ockl.
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