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Comunità Territoriale della Val di Fiemme

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Notizie ed iniziative dalla Comunità - Newsletter n.9 - Martedì, 29 Settembre 2015

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A cura di Monica Gabrielli

L'assessore provinciale Luca Zeni

Fiemme si prepara ad accogliere una trentina di richiedenti asilo

Un sistema di accoglienza gestito direttamente dalla Provincia che chiede la collaborazione dei Comuni e delle Comunità di Valle per giungere a una redistribuzione equa sul territorio in modo da evitare concentrazioni troppo elevate e facilitare l’integrazione e l’accettazione sociale. È quanto spiegato dall’assessore provinciale Luca Zeni che giovedì 24 settembre ha incontrato a Cavalese gli amministratori di Fiemme per fare il punto sull’arrivo anche in valle di un gruppo di profughi. Presente il Comitato esecutivo della Comunità Territoriale di Valle e sindaci e assessori dei Comuni fiemmesi ai quali Zeni ha illustrato il sistema trentino di accoglienza straordinaria delle persone soccorse in mare richiedenti protezione internazionale, inviate dal Ministero dell’Interno. La quota assegnata alla Provincia è di circa 900 profughi (pari allo 0,9% delle persone accolte in Italia, distribuite sul territorio nazionale in proporzione agli abitanti). Alla valle di Fiemme spetterebbero, in base a un calcolo che prevede all’incirca 2 profughi ogni 1000 abitanti 37 persone, da accogliere su più Comuni. Se nel resto d’Italia i richiedenti asilo vengono ospitati in caserme o alberghi, il Trentino ha, infatti, scelto la strada dei piccoli numeri, come ha spiegato Zeni: “Gruppi ridotti, ospitati in appartamenti, sono più facilmente accettati dalla popolazione, con una conseguente maggior integrazione. Chiediamo la collaborazione degli enti pubblici come facilitatori e come mediatori nel caso di eventuali disponibilità di alloggi privati, che verrebbero affittati dalla Provincia (che farebbe anche da garante), e delle associazioni presenti sul territorio. È, infatti, importante coinvolgere i richiedenti asilo nella vita della comunità, attraverso lavori socialmente utili, progetti di volontariato e di conoscenza reciproca”. Un sistema, quindi, che punta a un’accoglienza e a una accettazione sociale dei richiedenti asilo attraverso la conoscenza e il coinvolgimento dei profughi, che in previsione resteranno in valle per un paio d’anni. Questi infatti i tempi per ottenere una risposta alla richiesta d’asilo e per un eventuale ricorso: “Questo tipo di accoglienza permette anche di gettare le basi per il futuro, quando verranno o meno accolte le domande per lo status di rifugiato o per la protezione sussidiario o umanitaria, assegnati nel 40% dei casi e rigettati nel 60%. Le maggior parte delle domande respinte sono di migranti economici, partiti non a causa di guerre o persecuzioni ma per fuggire alla miseria. Per chi tra loro dimostrerà buona volontà, capacità di integrazione e serietà, si potranno aprire sbocchi professionali, e quindi opportunità di ottenere il permesso di soggiorno, anche in caso di risposta negativa alla domanda di asilo”. Zeni ha quindi chiarito alcune notizie false che circolano sull’argomento, spiegando soprattutto che ogni profugo costa circa 30 euro al giorno, soldi provenienti non dal bilancio provinciale ma da fondi vincolati statali ed europei che non potrebbero essere utilizzati ad altri fini e che servono a gestire l’intera accoglienza. Ai migranti vanno 2,50 euro al giorno. Altro tema su cui Zeni ha cercato di fare chiarezza è quello della sicurezza e dell’ordine pubblico, invitando a non confondere richiedenti asilo con clandestini e mettendo in chiaro che fino ad ora sono stati soltanto un paio i reati commessi dalle persone ospitate (1660 gli arrivi in Trentino dal marzo 2014). 

Il presidente della Comunità di Fiemme, Giovanni Zanon, è intervenuto dicendo che la settimana scorsa è stato organizzato un incontro con le associazioni del territorio che a vario titolo già si occupano di accoglienza. Presenti anche i parroci di Fiemme. Sono intervenuti il direttore della Caritas diocesana di Trento Roberto Calzà e un’assistente sociale impiegata a Cavalese che fa la volontaria con i migranti ospitati a Miola di Pinè, dove sono stati attivati con buoni risultati numerosi progetti e iniziative di socializzazione, formazione e integrazione. Da parte dei sindaci presenti all’incontro soltanto qualche domanda di chiarimento all’assessore Zeni in merito ad aspetti pratici, quali l’assicurazione per chi verrà coinvolto nei lavori di pubblica utilità o le garanzie per chi metterà a disposizione gli alloggi. Zeni ha concluso sollecitando sui tempi: il freddo è ormai alle porte e i richiedenti asilo non possono essere ospitati ancora a lungo nella struttura allestita dalla Protezione civile a Marco di Rovereto.

e a Marco di Rovereto. 

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Nominata la nuova Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio

La nuova Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme è pronta per iniziare a lavorare. È di pochi giorni fa, infatti, la delibera che nomina i membri dell’organo che ha funzioni tecnico-consultive e autorizzative. A presiederla sarà Giovanni Zanon, presidente del Comitato esecutivo della Comunità. La legge prevede poi da tre a cinque elementi scelti fra esperti in materia di pianificazione territoriale e di tutela del paesaggio, di cui uno può essere nominato tra i dipendenti della Comunità e almeno due devono essere iscritti a Ordini o Collegi professionali. Sono state 23 le candidature di professionisti presentate dopo la pubblicazione dell’avviso di apertura della selezione. Il Comitato esecutivo dell’ente, sulla base dei curricula presentati, ha ritenuto di nominare membri della Commissione l’architetto Mario Agostini, scelto per la sua specifica competenza in materia di pianificazione urbanistica e del paesaggio, e il forestale Marcello Mazzucchi, profondo conoscitore del territorio della valle di Fiemme, che, pur non potendo recepire nessun compenso perché già in pensione, si è comunque reso disponibile a svolgere l’incarico a titolo gratuito. Nominato, inoltre, Giuliano Guadagnini, funzionario dipendente della Comunità, esperto urbanista con lunga esperienza come componente delle precedenti commissioni, e quale membro supplente Ezio Varesco, responsabile dell’Ufficio tecnico dell’ente. È parte della Commissione anche Elisabetta Miorelli, architetta designata membro esperto dalla Giunta provinciale, mentre l’architetta Alessia Ruggeri, del Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, è stata nominata membro supplente. La geometra Daniela Voltolini, dipendente provinciale, è stata messa di disposizione della Comunità in forma gratuita e a tempo parziale con le funzioni di segretaria della Commissione. La neo nominata Commissione lavorerà in base a quanto stabilito dalla legge urbanistica provinciale approvata lo scorso agosto.

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Amministratori di Fiemme in visita alle strutture diurne per minori e anziani

Una giornata dedicata alle strutture diurne e semiresidenziali per minori ed anziani gestite dai Servizi Sociali della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme. Il nuovo Comitato Esecutivo dell’ente ha voluto conoscere da vicino il lavoro svolto ogni giorno nell’ambito dei diversi progetti. La visita si è tenuta a inizio settembre ed è stata una delle prime uscite ufficiali del presidente Giovanni Zanon e del suo vice Michele Malfer (assente per impegni di lavoro l’assessora Elisa Sardagna), a dimostrazione di un particolare interesse e approccio del nuovo esecutivo alle politiche sociali, settore nel quale Zanon e Malfer sono attivi da anni. Sono stati invitati a partecipare anche sindaci e assessori dei Comuni di Fiemme, oltre ai membri del Consiglio della Comunità. Accompagnati dalla responsabile del Servizio Sociale di Fiemme, Manuela Silvestri, che ha fatto da guida, hanno accolto l’invito Maria Bosin di Predazzo, Pina Vanzo di Cavalese, Dorothea Corradini di Castello Molina, Floriano Bonelli di Varena, Matteo Dallabona di Carano, Alessandra Braito di Daiano e Roberto Bonelli del Consiglio della Comunità. La prima tappa della giornata è stata al progetto “Casa Mia”, gestito dalle Tagesmutter di Predazzo a sostegno delle famiglie in difficoltà nella gestione dei bambini a causa di impegni lavorativi e di una scarsa rete sociale di sostegno. La delegazione si è poi spostata nei centri diurni per bambini e ragazzi Charlie Brown a Predazzo e Archimede e Il Centrino a Cavalese, strutture che ospitano complessivamente 55 ragazzi, seguiti da 11 educatori e numerosi volontari.  Infine, visita al Centro Servizio Anziani di Cavalese (26 gli anziani ammessi) e agli alloggi protetti. “È stata un’occasione importante per far sentire il nostro appoggio agli educatori e a tutti coloro che a vario titolo rendono possibile la gestione quotidiana di questi progetti, importantissimi a livello sociale”, hanno dichiarato Malfer e Zanon. Prossimamente verrà organizzata un’analoga visita al Centro Anffas.  

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LAVORO, FIDUCIA, VOLONTARIATO, INTEGRAZIONE E CITTADINANZA ATTIVA ECCO GLI ASSI PER IL PIANO GIOVANI DI FIEMME 2016

Quattro tematiche sulle quali costruire progetti e iniziative. Quattro aree di interesse approvate dal Tavolo delle Politiche Giovanili della Valle Fiemme e ritenute prioritarie per lo sviluppo...

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