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Comunità Territoriale della Val di Fiemme

Comunità Territoriale della Val di Fiemme

Notizie ed iniziative dalla Comunità - Newsletter n. 3/2016 - Mercoledì, 27 Aprile 2016

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A cura di Monica Gabrielli

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Attraverso giochi e disegni i bambini adottati raccontano il loro passato

Uno spazio dedicato ai bambini adottati con adozione internazionale: un luogo per facilitare, attraverso il gioco e il disegno, l’espressione dei propri ricordi, aiutandoli a costruire un senso di continuità di esperienze, di pensiero, di identità e di interezza della propria personalità. Una stanza colorata, con angoli morbidi e giocattoli adatti all’elaborazione e al racconto della vita passata, del distacco, del viaggio che li ha portati in Italia: al piano terra della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme è stato arredato ed è pronto ad accogliere i primi bambini un locale destinato al progetto Scrigno, iniziativa prevista dal disciplinare per la competenza adottiva, già attuata dal Comune di Trento, dove è attiva da anni con importanti risultati. “Si tratta di un’attività proposta nei primi mesi dopo l’arrivo in Italia del bambino adottato (se ha tra i 5 e gli 11 anni): prevede una decina di incontri, a cadenza quindicinale, in una stanza attrezzata con materiale ludico e creativo. Vengono proposti percorsi individuali con un’assistente sociale formata appositamente, che periodicamente riporta ai genitori quanto emerso”, spiega Gloria Felicetti, assistente sociale referente sulle adozioni in Fiemme e Fassa. “Attraverso il gioco e il disegno, l’assistente sociale aiuta il bambino a esprimere fantasie, emozioni, desideri, paure e ricordi, in modo discreto e rispettoso dei suoi vissuti. Rispetto al passato, in cui si privilegiava la discontinuità, oggi si lavora, infatti, sulla base di un modello fondato sul recupero del passato e sulla continuità della storia di vita: solo se la sua vita precedente all’adozione (con i suoi legami, i suoi ritmi, ma anche i suoi traumi) è stata messa in memoria in modo integrato, il bambino può costruire nuovi legami, attaccamenti esperienze, prima di tutto con la famiglia adottiva”, aggiunge Felicetti. Dal 2012 la Comunità Territoriale gestisce il percorso adottivo per Fiemme e Fassa: la Provincia ha, infatti, passato la competenza a sei Comunità ((di cui quattro già operative dal 2000) per dare continuità operativa alle diverse fasi del procedimento, la pre-adottiva e la post-adottiva, al fine di garantire alle famiglie di essere seguite in tutto il percorso dalla stessa figura professionale. L’allestimento della sala per il progetto Scrigno (che ha come slogan “Il tesoro delle origini… la ricchezza del presente) è un ulteriore servizio dedicato alle coppie che intraprendono la strada dell’adozione, che vengono seguite dai Servizi Sociali anche nei primi, non sempre facili, momenti di inserimento in famiglia.
Manuela Silvestri, responsabile del Servizio Civile di Fiemme, aggiunge: “La sala destinata al progetto Scrigno sarà utilizzata anche in altre occasioni: si presta benissimo, infatti, come spazio neutro per gli incontri tra bambini e genitori non conviventi e per i colloqui tra assistenti sociali e bambini, essendo un luogo che mette a suo agio il minore, permettendogli differenti modalità di espressione”.
All’allestimento della sala hanno contributo anche gli anziani del Centro Servizi di Cavalese che hanno cucito i cuscini e un volontario che ha creato una casa delle bambole, che agevolerà l’espressione e il racconto dei bambini attraverso il gioco.

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Il Tavolo per le politiche giovanili parte dai dati per costruire integrazione

Sono 1.366 gli stranieri residenti in Valle di Fiemme: 623 gli uomini e 743 le donne. Le nazionalità più rappresentate sono Romania (411 persone), Albania (224) e Macedonia (149). Seguono Marocco (83), Ucraina (79), Moldavia (66), Kosovo (58), Bangladesh (41) e Pakistan (38), per un totale di 53 Paesi rappresentati, di cui molti comunitari. Il Comune con più residenti di origine straniera è quello di Cavalese, che ne conta 393. A Predazzo sono 323, mentre a Tesero ne risiedono 216. Solo 20 quelli che abitano Daiano. I dati sono stati raccolti su iniziativa del Tavolo di lavoro per le politiche giovanili della Valle di Fiemme, che ha deciso di puntare l’attenzione e la riflessione sull’immigrazione, inserendo il tema dell’integrazione culturale e sociale tra gli assi strategici del Piano Giovani di Zona 2016. “Abbiamo voluto basare la riflessione e i nostri progetti sui numeri reali, che spesso non corrispondono alla percezione comune”, spiega la referente tecnica-organizzativa Marta Luchini. Analizzando i dati, raccolti dai componenti del Tavolo Diego Delvai, Dorotea Corradini e Michela Zorzi, con la collaborazione degli uffici anagrafe comunali, emerge che dei 1.366 stranieri residenti in valle, 1.114 sono europei (di cui 516 di Stati comunitari), 36 i sud o centroamericani e 2 gli statunitensi; 99 gli asiatici e 101 gli africani (di cui solo tre provenienti dall’Africa subsahariana). Confrontando i singoli Comuni, emergono delle particolarità: per esempio, che tutti i 41 bengalesi residenti in Fiemme abitino a Cavalese, o che su 60 stranieri a Capriana, oltre la metà (35) siano macedoni, o ancora la prevalenza femminile di alcune nazionalità che trovano impiego soprattutto nei servizi di cura alla persona.
Sulla base di questi dati e sull’impegno preso dal Tavolo sul tema dell’immigrazione, si è deciso di organizzare alcune “lezioni di geografia dal volto umano”, prendendo spunto da alcune serate analoghe organizzate in Trentino (anche a Cavalese) dalle Acli. Il primo appuntamento sarà il 31 maggio a Castello di Fiemme, dove si parlerà della Nigeria (Stato da cui proviene la famiglia di richiedenti protezione internazionale ospitata da alcune settimane in paese). Il 24 maggio a Predazzo viaggio virtuale in Moldavia, visto che proprio in questo Comune si trova il maggior numero di cittadini (16, di cui 11 donne) moldavi di tutta la valle di Fiemme. A settembre a Tesero si parlerà invece di Macedonia (57 i macedoni che risiedono a Tesero). “Attraverso la geografia, la storia, la musica, la letteratura e anche la gastronomia, vogliamo conoscere meglio i luoghi d’origine di tanti residenti della nostra Valle”, spiega Luchini.

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A Cavalese la partita dell'amicizia

È stata definita “la partita dell’amicizia”: molto più di un incontro di calcio, nulla a che vedere con una sfida, ma un vero e proprio ponte verso l’integrazione, concretizzazione dei valori più profondi dello sport. Nei giorni scorsi la palestra dell’istituto d’istruzione de La Rosa Bianca di Cavalese ha accolto una quindicina di giovani richiedenti protezione internazionale provenienti da Senegal, Gambia, Ghana, Camerun, Nigeria e Guinea, ospitati sull’Altopiano di Pinè, accompagnati da alcuni volontari (tra cui l’assistente sociale a Cavalese, Elisa Rizzi) e gli operatori del Centro Astalli che li seguono nelle attività. Ad accoglierli una rappresentativa degli studenti e degli insegnanti dell’istituto scolastico, tra cui il dirigente Roberto Biasiori e la vicepreside di Predazzo Cristina Giacomelli, e alcune autorità locali, tra cui il vicepresidente della Comunità di Valle Michele Malfer, il sindaco di Castello Molina di Fiemme Marco Larger con l’assessora Dorotea Corradini, l’assessora alla cultura del Comune di Cavalese Ornella Vanzo e la referente tecnica-organizzativa del Piano Giovani di Zona della Valle di Fiemme Marta Luchini. Sono state formate quattro squadre miste delle due delegazioni, arbitrate dagli operatori del Centro Astalli: “Non abbiamo voluto fare una partita “noi contro voi”, ma creare un’occasione per giocare insieme”, spiega Michele Malfer. A metà torneo sono state esposte alcune testimonianze: Ebrima Keita e Alasan Njie hanno raccontato il loro viaggio verso l’Italia, mentre alcuni scout della Valle hanno ripercorso la loro esperienza di volontariato con i ragazzi richiedenti asilo del centro di prima accoglienza di Bolzano. “Lo sport, oggi e ancora una volta, ci aiuta a comprendere che la “diversità”, sia essa fisica, culturale, etnica è un valore aggiunto non un ostacolo perché nel gioco c’è spazio per tutti e insieme ci si completa e ci si arricchisce”, ha sottolineato Michele Malfer durante il pomeriggio, organizzato dalla Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, il Tavolo per le Politiche Giovanili di Fiemme, l'Istituto La Rosa Bianca e l'ASD Casse Rurali Calcio Fiemme, il cui presidente si è detto disponibile ad accogliere in squadra alcuni dei ragazzi richiedenti asilo. I ragazzi di Miola ora intendono ricambiare l’ospitalità: hanno invitato studenti e insegnanti per un pranzo etnico. Perché la cucina, proprio come lo sport, è occasione di conoscenza e amicizia.

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