Il progetto, proposto da ARCI del Trentino in collaborazione con la Comunità di valle, si propone come un esperimento che intende mostrare una panoramica sugli aspetti che interessarono il fenomeno delle “avanguardie storiche di inizio ‘900”, nel tentativo di individuare degli elementi di continuità affacciandosi allo scenario delle nuove generazioni nel campo dell’arte contemporanea.E’ scopo di tale indagine soprattutto il voler verificare la “persistenza della memoria”, e tentare di comprendere se il rapido avvicendarsi dei cambiamenti globali che in quest’epoca tagliano trasversalmente le varie generazioni, nella forma di una rapidissima evoluzione tecnologica, di una massificazione culturale assoggettata alla merce, sono in grado di annichilire le testimonianze della storia.Il progetto espositivo consiste in una serie di mostre itineranti realizzate con le opere di giovani artisti selezionati dal panorama italiano, invitati a dialogare con un’opera storicizzata, estratta dal più ampio contesto del movimento d’avanguardia via via affrontato.Un saggio critico tenterà di offrire al lettore e al visitatore della mostra un sintetico tracciato lungo il quale sarà più semplice comprendere il contesto entro il quale operavano gli artisti d’avanguardia, per porlo a confronto con le nuove sperimentazioni e ravvisarne così i legami, oppure le contraddizioni.La sede di Palazzo Ceschi di Borgo Valsugana è lieta di ospitare la prima tappa di questa esposizione che in seguito verrà presentata in altri luoghi del Trentino.Da alcuni anni Palazzo Ceschi ha aperto gli spazi della propria amministrazione all'arte, con lo scopo di rendere questi luoghi più abitati e familiari alla comunità per estendere il dialogo culturale.Il tema della prima esposizione è "Dall'Espressionismo alla nuova oggettività" e vede la partecipazione di Adriano Annino, Riccardo Badalà, Roberta Galbani, Gaia Gianardi, Stefano Grasselli e Ivano Parolini.Accanto alle opere in mostra dei giovani artisti, a mò di cardano di un motore sperimentale, viene presentata anche una litografia del grande artista Oskar Kokoschka: “Manege” del 1959.La mostra e il catalogo sono curati da Paolo Dolzan.
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